Diciamolo subito: ha piena ragione Don Luigi Ciotti quando ha dichiarato che “a fare la differenza in Italia oggi è l’indifferenza. Ciotti nel caso specifico parlava di mafia e antimafia, ma denunciando inoltre che è l’Indifferenza a rendere “la nostra Costituzione un testo tanto citato, a volte celebrato, quanto poco praticato, realizzato, vissuto. L’indifferenza è oggi una grande alleata del male. In un mondo sempre più interconnesso, dire ‘non mi riguarda’ e voltare la testa dall’altra parte è diventare correi, complici. La diffusione della corruzione e delle mafie non si combatte solo tenendosi lontani, ma denunciando, testimoniando, mettendosi in gioco”.

“Sbagliando”, è facile a dirsi e quindi bisogna spiegare perché lo è: è necessario sottolineare che la soluzione dell’indifferenza crea ancor di più precarietà e disastri, perché chi “comanda” si ritiene giustificato nell’uso della forza fine a se stessa e nel creare un sistema che non tiene conto di chi è fuori dalla cerchia, anzi chi è fuori è da schiacciare. Siamo al “tutto è relativo”, non si vuol punti fermi per paura che il popolo diventi cosciente e non più indifferente, e quando il “potere” li vuole imporre sono arma per distruggere l’altro, per fare guerre con le armi o meno, così come quando tanti parlano di identità, ma non parlano di umanità, l’unica vera identità che non crea dolore e discriminazioni.

Detto ciò viene in mente una frase di una canzone che ha fatto la storia della musica italiana, La Storia di Francesco De Gregori: “E poi ti dicono “Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera”. Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera”. E aggiungiamo: e di conseguenza a coltivare l’indifferenza e false identità.

Non si può che concludere con un grande grazie a Don Luigi Ciotti e tutti coloro che lottano contro questo grande male, l’indifferenza, ma l’unica medicina è non lasciarli soli in questa “guerra”.

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